ENNIO PAOLINI (ex-Segretario dell'ITC)

  Cari amici,
da tempo sentivo il bisogno di manifestare la mia vicinanza spirituale al caro Vittorio, la cui dipartita mi ha colpito tanto da rendermi incapace di esprimere tutto il mio profondo dispiacere.
Vi ringrazio, quindi, di avermi dato oggi l’occasione per farlo.
Con Vittorio, mio preside per tanti anni, ho condiviso oltre che il servizio scolastico per quanto atteneva l’amm.ne contabile ed amm.va dell’Istituto, anche un rapporto personale che andava al di là delle rispettive competenze.
Un rapporto che, personalmente, mi ha aiutato a crescere soprattutto dal punto di vista umano e culturale,rapporto che attingeva alla vasta cultura di Vittorio Monaco, dalla quale io ricevevo stimoli per migliorare la mia preparazione ed il mio modo di comportarmi e rapportarmi con gli altri.
Tanti sono i ricordi che si affollano nella mia mente,cerco ora di soffermarmi soltanto su quelli che ritengo, a mio modesto parere, possano sintetizzare la figura di Vittorio Monaco.
A volte quando il lavoro mi dava qualche problema e patema d’animo, forse anche dovuto al mio stato di ansioso, lui mi rincuorava sempre con la sua bonomia e mi rassicurava dicendo “non ti preoccupare tanto di sbagliare perché chi non fa niente non sbaglia mai, l’importante è riconoscere l’errore  e proporsi di non ripeterlo”.
Altro detto ricorrente che ricordo di Vittorio era che,quando mi lasciavo prendere da troppa ansia per il lavoro da svolgere, lui mi ricordava sempre l’affermazione latina “festina lente”, affrettati lentamente, per significare che bisognava sì impegnarsi nelle cose da fare ma farlo con la dovuta calma senza lasciarsi prendere dalla fretta, che è sempre cattiva consigliera.
Chiudo queste piccole riflessioni, ricordando inoltre la sua grande disponibilità al colloquio teso sempre a cogliere in ogni discussione l’aspetto umano che alla fine faceva considerare tutta la vicenda sotto una luce completamente diversa e decisamente positiva.
Voglio sottolineare, inoltre, la sua profonda convinzione religiosa al di là delle posizioni politiche e delle gerarchie ecclesiastiche, convinzione che mi permetteva di intrattenere con lui in Presidenza colloqui incentrati sui valori religiosi della vita (trovavamo molto interessanti le riflessioni religiose che leggevamo sul giornale dei vescovi “Avvenire” al quale volle far abbonare la scuola tra i giornali scolastici, e che lui mi aiutava a capire meglio).
Grazie Vittorio per tutto quello che per me hai rappresentato, certo che il tuo ricordo mi aiuterà a proseguire il cammino della vita alla luce del tuo insegnamento morale.
                                                            Ennio Paolini